Homo Faber 2018

L’oro di Battiloro brilla in Shadows of Gold, opera realizzata con la designer olandese Kiki van Eijk, esposta in Doppia Firma. Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato, uno dei 16 percorsi di Homo Faber. Ma è anche meta di uno dei primi workshop della rassegna, occasione per scoprire di persona una rarità dell’artigianato italiano e per entrare in uno dei luoghi sacri di Venezia, come il giardino segreto di Tiziano, dove la Battiloro ha sede dal 1926.

http://www.ansa.it/sito/notizie/postit/Homo/2018/09/14/ultimo-battiloro-da-casa-tiziano-a-homo-faber_ea8c49eb-b796-4e95-814e-ee191219b9b7.html

MAM Maestri D’arte e Mestieri

L’Istituto della Fondazione Cologni e Michelangelo, hanno consegnato al Salone d’Onore della Triennale di Milano  un riconoscimento prestigioso realizzato dalla Scuola D’arte della Medaglia dell’istituto Poligrafico e Zecca dello stato al maestro Marino Menegazzo per il mestiere raro e curioso del Battiloro.

Condé Nast Traveller Spring 2018

Un prestigioso riconoscimento di collaborazione con The Merchant of Venice nel magazine Traveller speciale top Spa d’Italia.

Magazine ITALIA!

Dall’importante magazine ITALIA! Un meraviglioso articolo dedicato alle eccellenze veneziane tra cui la storica ditta Mario Berta Battiloro Srl.

PIANTE E FUNGHI IN CERCA DELL’ORO

Quando si è alla ricerca di metalli pesanti, le classiche tecniche di prospezione possono essere affiancate da metodiche innovative come la fitoprospezione, una metodologia di esplorazione basata sullo studio di specie vegetali “ indicatrici”. Alcuni organismi biologici, infatti, forniscono informazioni sulle caratteristiche litologiche del sottosuolo, ossia sui minerali che possono essere presenti.

Lo studio delle piante può in particolare essere utilizzato per la ricerca dell’oro. Non è quindi un caso che , in Australia, due ricercatori dell’Università di Adelaide, Nathan Reid e Steven Hill, abbiano sistematicamente analizzato la vegetazione presente attorno a quattro miniere della Provinciaaurea del Tanami: un’area semidesertica occidentale ampia circa 160 mila chilometri quadrati. I due studiosi hanno così scoperto che le caratteristiche chimiche di vegetali come la Triodia pungens o l’Eucalyptus brevifolia sono in grado di suggerire quali sono i primi passi da compiere “per una ricognizione esplorativa” efficace, in quanto queste piante agiscono come veri e propri segnali della presenza del prezioso materiale.

Dall’altra parte del mondo Zdenek Randa, dell’Istituto di fisica nucleare dell’Accademia delle scienze della Repubblica Ceca, ha invece analizzato nel dettaglio le caratteristiche dei funghi che crescono in prossimità del giacimento aurifero di Mokrsko. Assieme ad altri cinque ricercatori ha così scoperto che i funghi del genere Lycoperdon e Agaricus, tra i quali vi è anche il famoso champignon, risultano particolarmente efficienti nell’assumere nel loro organismo molecole d’oro. In realtà, come hanno spiegato sulla rivista “Soil Biology and Biochemistry”, non è ancora ben chiaro il meccanismo attraverso il quale l’oro viene assorbito all’interno delle fibre; tuttavia, è chiaro che il prezioso minerale interferisce col metabolismo di questi funghi con modalità che rendono questi organismi viventi degli indicatori di giacimenti. (an.car.)

Dall’inserto del settimanale Nòva del Sole 24 Ore di giovedì 01/07/2010 pagina 7 scritto da Andrea Carobene

Influenza, la protezione è d’oro

Le nanomolecole d’oro potrebbero essere usate per aumentare la protezione contro l’influenza. Un gruppo di ricercatori dell’Università dello Stato di New York ha scoperto che nanobastoncini del prezioso metallo riescono ad attivare la reazione immunitaria delle cellule, aumentando le difese contro l’infezione. I ricercatori hanno sperimentato con successo la loro tecnica, descritta su Pnas, contro la variante A del virus H1N1 fonte di tante preoccupazioni. Le nanomolecole d’oro sono sate anche al centro di un altro esperimento realizzato all’Istituto Politecnico Rensselaer di Troy, nello Stato di New York. Qui Shan-Yu Lin le ha usate per costruire microlenti capaci di migliorare le tecniche di inaging per la radiazione infrarossa. Secondo Lin questa teconlogia permetterà di realizzare cineprese per la visione notturna ad alta efficienza e macchine fotografiche per satelliti estremamente potenti. (an.car.)


Dall’inserto settimanale Nòva del Sole24ore del 27/05/2010 pagina 2 scritto da Andrea Carobene.